venerdì 19 maggio 2017

TRIBUNALE TORINO NEGA INDENNIZZO A DONNA VIOLENTATA

È sconcertante la sentenza del Tribunale di Torino per cui una donna, vittima di violenza sessuale e rapina, non riceverà nemmeno un euro di indennizzo dallo Stato, come previsto dalla direttiva europea che impone agli Stati membri di garantire un adeguato ristoro alle vittime di reati violenti. La donna non avrebbe dimostrato che il colpevole non era in grado di pagare di tasca propria.In base ad un'interpretazione del giudice, la vittima dello stupro non avrebbe fatto tutto quanto avrebbe potuto per ottenere il risarcimento e non avrebbe dimostrato che il suo violentatore era un nullatenente.
"E' necessario - scrive il giudice - verificare se la parte attrice ha dimostrato la sussistenza dei presupposti per la tutela dei diritti riconoscibili dalla direttiva non attuata dallo Stato". I legali della donna si sono limitati a osservare che l'uomo è "impossidente" senza fornire le prove di "indagini patrimoniali negative". E il fatto che l'uomo sia detenuto non c'entra perché la circostanza "non comporta automaticamente che questi fosse privo di redditi in precedenza o che non sia titolare di crediti, beni mobili o immobili potenzialmente aggredibili".  "Per i giudici torinesi - si legge - la donna non avrebbe fatto tutto quello che era in suo potere per ottenere quel risarcimento direttamente dall’uomo che l'ha violentata".
Ero tentato di fare dell' ironia su questa sentenza, ma non l' ho fatto per rispetto di una donna che  per non essere schiacciata dalla tragedia, avvenuta il 22 ottobre 2011, ha lavorato tanto su se stessa, e ora si sente abbandonata dal suo Stato.
E' assurdo che la vittima ha debba dimostrare che il suo aggressore è senza possibilità di risarcirla. La sentenza, che contrasta ogni buon senso, aggiunge al danno subito dalla donna, danno che nessuna cifra può risarcire, anche la beffa  dello Stato che non riconosce il diritto al suo risarcimento. 
La vicenda ruota attorno alla direttiva Ce per la quale, nell'ottobre scorso, l'Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia europea perché inadempiente nella sua applicazione. In un caso analogo, la Corte d'Appello civile di Milano ha invece condannato lo Stato a risarcire due donne, madre e figlia, vittime di rapina e stupro.


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