venerdì 17 novembre 2017

VENDITORI DI FUMO

dalla Enews  98 di Matteo Renzi
''Con la stessa forza con cui dicevo che saremmo ripartiti, dico adesso che il meglio deve ancora venire. Che il milione di posti di lavoro è solo l'inizio. Che l'Italia può guidare il rilancio dell'Europa. A condizione che facciamo le cose serie, senza inseguire venditori di fumo e profeti dell'assistenzialismo''.
Renzi dixit.


L' unica cosa giusta che ha detto è: '' A condizione che facciamo le cose serie, senza inseguire venditori di fumo e profeti dell'assistenzialismo''.
ECCO, BASTA INSEGUIRE I VENDITORI DI FUMO; BASTA ASCOLTARE IL VUOTO SPESSO BEN VESTITO, O IN JEANS E CAMICIA BIANCA CON LE MANICHE RIMBOCCATE, O SCIACQUATO IN ARNO.
RICORDARSI CHE LO SPLENDORE DELLE PAROLE NASCONDE UN POLITICO MEDIOCRE.

PECCATO



dalla enews 498 di Matteo Renzi:
Pensierino della sera.
''Per anni ho detto che l'Italia sarebbe ripartita a condizione di fare le riforme e smetterla con la rassegnazione. All'inizio della legislatura il PIL era a meno 2, adesso sfiora più 2 se guardiamo i dati usciti (il coraggio paga)''.



PECCATO CHE L' ITALIA RESTI ULTIMA IN EUROPA
sulla crescita per tutto il nuovo periodo coperto dalle previsioni della Commissione Ue, cioè 2017, 2018 e 2019.
PECCATO CHE
Il debito italiano «scenda solo marginalmente».
PECCATO CHE
«La ripresa economica in Italia accelerI nel 2017 grazie alla domanda esterna e domestica, ma i venti di coda in rallentamento e le più basse prospettive di crescita nel medio periodo modereranno la crescita» nei prossimi due anni.
PECCATO CHE 
Il tasso di disoccupazione salga all'11,3% (+0,2 punti percentuali), quello giovanile si attesta al 35,5% (+0,3 punti).
PECCATO

mercoledì 8 novembre 2017

IL FU QUARANTA PER CENTO. RENZI DOVE CREDE DI ANDARE?

Matteo Renzi, segretario del Pd, candidato premier per le prossime elezioni politiche, dipendente da ego addict, ieri ha superato se stesso.
"Già oggi siamo in coalizione. E siamo pronti ad allargare ancora al centro e alla nostra sinistra.Condivido a questo proposito le riflessioni di Dario Franceschini. Non abbiamo veti verso nessuno, noi". Così Matteo Renzi nell'e-news sostenendo che "alle elezioni, se il Pd fa il Pd e smette di litigare al proprio interno, possiamo raggiungere, insieme ai nostri compagni di viaggio, la percentuale che abbiamo preso nelle due volte in cui io ho guidato la campagna elettorale: il 40%, raggiunto sia alle Europee che al Referendum". 
Il giovane strafatto di ego, ancora sotto la cresta dell' onda (copyright Marcello Marchesi) non ricorda, o finge di non ricordare,  che al referendum del 4 dicembre 2016, al  40 percento conquistato dal fronte del ''Sì'' , non solo dal Pd, si contrappone il 60 per cento di italiani che hanno detto NO alla sua riforma costituzionale. I fumi dell' ego gli nascondono la triste verità. Qualcuno del Giglio magico gli spieghi che nel dicembre scorso è andato a sbattere contro il muro  del 60 per cento degli italiani che ha bocciato la Costituzione Renzi-Boschi-Verdini. Da questo scontro frontale ancora  non si è ripreso, tanto da pensare che quel 40 per cento corrisponda a una vittoria.
Tralascio il fatto che alle europee ha beneficiato del fatto che ancora non era bene conosciuto e gli elettori furono affascinati dalla novità di avere 80 euro in busta paga.
Siamo in coalizione? Quale? Quali poi i compagni di viaggio? Alfano ormai estinto, che neanche la sua Sicilia ha votato? Verdini? Renzi non ha compreso che gli elettori hanno bocciato sonoramente le alleanze con Ap e Ala di sostegno.
Allargare? Al centro e a Sinistra? Come, con chi? Un nuovo Nazareno dopo il successo del patto dell' Arancino non è possibile, anche perché la base pidina non lo vuole. Non è possibile poi a sinistra allearsi con Mdp, Possibile, Sinistra italiana, Campo progressista, cioè con quelli che ha rottamato o costretto ad andare via dalla casa madre. 
Gli amici dicano a Renzi che la nuova legge elettorale, il famigerato Rosatellum, approvata grazie a due fiducie imposte dal segretario del Pd, consegna il Paese alla destra. Con i voti dell' ultima elezione il Pd, in Sicilia, non eleggerà un parlamentare. Lo stesso, in base a calcoli e sondaggi, avverrà nelle regioni del Nord.
Nel 1966, il grande Gianni Brera, dopo la sconfitta con la Corea del Nord ai mondali di calcio in Inghilterra scrisse:''La difesa sballata, il centrocampo endemicamente fioco, l' attacco scomposto di gente molto sollecitata a impaurirsi. E dove credevano di andare?
Renzi mi ricorda quell' Italia! Dove crede di andare?



La lista unitaria della sinistra finalmente al via

E' stato anticipato questa mattina da Huffington Postla lista della sinistra si fa, e si fa a partire da un documento sottoscritto da Mdp, Possibile, Sinistra Italiana e Alleanza per la democrazia e l’uguaglianza. Un momento di sintesi che finalmente prende forma, dopo che da mesi invochiamo un percorso unitario e condiviso, in cui ciascun soggetto potesse portare le proprie sensibilità e la propria autonomia. Un'autonomia che coincide con la libertà di azione e di pensiero rispetto a uno schema che le tv e i giornali danno per scontato, ma che non lo è. E lo sarà ancor di meno se saremo capaci di coinvolgere le energie più fresche e innovative che già muovono il nostro paese.
«Da Boccia a Che Guevara» è l'espressione che abbiamo utilizzato più volte per indicare un percorso largo, radicale nelle scelte e meticoloso nelle proposte, costruito numero per numero, comma per comma, esattamene così come è il Manifesto di Possibile. Un documento frutto di un lavoro durato mesi e che - evidentemente - andava nella corretta direzione, dato che è sin da subito a disposizione di tutte e tutti e costituisce già da oggi un patrimonio della nascente lista.
Solo poche settimane fa gli Stati generali di Possibile avevano approvato questo percorso, dando mandato per la sua realizzazione: ora si sta finalmente concretizzando, in totale linea con ciò che sosteniamo da tempo. Continuiamo su questa strada, con l'obiettivo di cambiare l'Italia. In questo senso, unire la sinistra è solamente uno strumento, e mai il fine. Teniamolo sempre a mente, in particolare modo nelle settimane che ci aspettano.  
Ci impegniamo a partecipare insieme alle prossime elezioni politiche, con una proposta che punti a cambiare la vita delle persone e restituire speranza a milioni di cittadine e cittadini che oggi non si sentono più rappresentati. 
Intendiamo costruire un progetto credibile solido e autonomo, che punti a riconnettere sinistra e società, per ribaltare rapporti di forza sempre più favorevoli alla destra in tutte le sue articolazioni.
Ci rivolgiamo a tutte le esperienze del civismo, a chi lavora quotidianamente nell'associazionismo, alle forze organizzate del mondo del lavoro, ma soprattutto a tutte le donne e gli uomini trascinati in basso dalla crisi, che hanno bisogno di una politica diversa per risollevarsi; ai tanti portatori di competenze che non trovano occasione per metterla in pratica, a coloro che ce l'hanno fatta ma non si rassegnano a una condizione diversa di tanti.
La nostra sfida ha un'ambizione alta: partire da un contesto sociale disgregato e diviso e proporci, attraverso le linee del nostro programma, un chiaro indirizzo di governo, coerente, trasparente e credibile. Sta qui il senso dell'utilità per il Paese del voto che chiediamo contro ogni trasformismo e ogni alleanza innaturale.
L'avanzata di forze regressive e xenofobe in molti Paesi europei può essere arrestata non da piccole o grandi coalizioni a difesa dell'establishment e di un ordine sociale ormai insostenibile, ma solo da una grande alleanza civica e di sinistra, che ristabilisca la centralità del valore universale dell'eguaglianza.
La crescita delle diseguaglianze è oggi principale fattore di crisi dei sistemi democratici.
La lunga crisi, prodotta dai guasti del capitalismo finanziario e acuita in Europa da un processo di integrazione egemonizzato dal neoliberismo, ha enormemente accresciuto le diseguaglianze, ha svalutato il lavoro e compresso i suoi diritti, ha costretto alla chiusura di tante aziende e tante piccole e medie attività, ha condannato i giovani a una disoccupazione di massa e una precarietà endemica, ha piegato e svuotato l'istruzione, la sanità e la previdenza pubbliche, ha colpito il ceto medio e ha allargato l'area di povertà e insicurezza sociale.
Il progetto politico a cui vogliamo dar vita nasce per contrastare queste tendenze, riaffermando l'attualità e la modernità del modello sociale ed economico disegnato dalla nostra Carta Costituzionale.
Non regge più il modello di sviluppo basato su alti livelli di inquinamento, su uno spreco insostenibile di materie prime e di consumo del territorio. Vogliamo con la nostra lista essere parte integrante di quel movimento ambientalista che in tutto il mondo si batte per avviare un'ambiziosa transizione verso una ''economia circolare", per fermare i cambiamenti climatici riconvertire ecologicamente l'economia, liberarsi dalla dipendenza dei combustibili fossili, affermare nuovi modelli di consumo, raggiungere l'obiettivo di rifiuti zero, garantire la sicurezza alimentare e gli approvvigionamenti idrici.
Vogliamo riportare il lavoro e la sua dignità al centro della società.
Il lungo ciclo della precarizzazione, contrariamente alle promesse liberiste, ha bloccato la crescita della produttività, ha compresso i salari, ha accresciuto la disoccupazione, ha dequalificato una parte importante del nostro apparato produttivo. Oggi siamo il Paese con il lavoro più precario d'Europa, e con il più alto tasso di disoccupazione giovanile.
Per questo crediamo si debba cominciare restituendo ai lavoratori i diritti sottratti, con la legge sul Jobs Act, che va cancellata, e un'età di accesso al pensionamento in linea con quella dei paesi europei. E diversa secondo il grado di gravosità dei lavori.
La più grande ingiustizia che vogliamo debellare è la condizione di precarietà e di infelicità nella quale sono costretti a vivere milioni di nostri giovani. Non c'è un grande futuro per l'Italia se non si garantisce a loro una prospettiva radicalmente diversa di vita.
Non sono più tollerabili discriminazioni salariali che violano gravemente leggi e principi costituzionali. Ci batteremo per riaffermare un fondamentale principio di giustizia sociale negato in tante parti d'Italia: allo stesso lavoro deve corrispondere la stessa contribuzione tra uomini e donne.
L'attacco all'autonomia e alla qualità della scuola e dell'università pubblica è parte dello stesso disegno di disgregazione delle condizioni di uguaglianza.
L'indebolimento dell'istruzione quale presidio dello spirito critico e fattore di mobilità sociale è stato infatti il corollario indispensabile delle 'riforme' volte a rendere il lavoro più precario, ricattabile e sottopagato, minandone la funzione costituzionale di fondamento della cittadinanza democratica.
Vogliamo mettere in campo una diversa idea di scuola, cominciando da un piano di rifinanziamento dell'istruzione pubblica che la porti finalmente ad avere risorse pari a quelle previste nei paesi più avanzati.
Lo stesso deve essere fatto per Universitá e ricerca, umiliate da anni di tagli insostenibili.
Bisogna ricostruire il sistema di tutela del patrimonio culturale smantellato dalle ultime riforme, puntando sulla produzione e la redistribuzione della conoscenza. Vogliamo una cultura che formi cittadini sovrani e non consumatori o clienti.
Ci battiamo per il rilancio del welfare pubblico universalistico, a partire dalla sanità, che deve essere garantita contro processi striscianti di privatizzazione e messa in condizione di rispondere alle sfide aperte dai nuovi farmaci e dalle biotecnologie, da rendere accessibili per tutti.
Vogliamo lanciare un grande piano di lavoro e investimenti pubblici, da cui far passare il rilancio del welfare e la messa in sicurezza del territorio, delle scuole, delle case. Bisogna superare la logica delle Grandi Opere, del consumo di suolo e dello Sblocca Italia: l'unica grande opera utile è la messa in sicurezza del territorio.
Senza gli investimenti pubblici l'Italia non è in grado di crescere più rapidamente e di creare occupazione stabile e di qualità.
E' nel Sud che bisogna concentrare una quota nettamente più rilevante di investimenti pubblici e privati per fare ripartire l'Italia, conducendo una lotta senza quartiere a mafia e camorra.
L'obiettivo imprescindibile della piena occupazione dipende infatti anche dalla riattivazione di forme di intervento pubblico nell'economia, che mettano finalmente l'ambiente e il clima al centro della politica e del modello di sviluppo del Paese.
Tutto questo sarà possibile se sapremo ripristinare un sistema di reale equità e progressività fiscale (come previsto dall'articolo 53 della Costituzione), capace di spostare il prelievo dal lavoro alle rendite e ai grandi patrimoni, nonché avviare una lotta senza quartiere all'evasione di chi ha di più, a partire dalle grandi multinazionali ai paradisi fiscali: la custodia dell'ambiente diventa infatti il vero tratto distintivo di una rinnovata visione progressista.
La riaffermazione di diritti sociali primari va di pari passo con una nuova stagione di avanzamenti sul terreno dei diritti civili e di libertà che partano dallo jus soli, il testamento biologico e poi si estendano agli altri diritti .
Sentiamo il dovere imprescindibile di garantire un'accoglienza degna a chi cerca in Europa una vita migliore, sfuggendo a regimi sanguinari o alla disperazione della fame.
Il ripudio della guerra, il rilancio del multilateralismo e della cooperazione internazionale sono l'altro lato della medaglia e la bussola di un nuovo ruolo dell'Europa nel mondo globale, in un quadro ancora drammaticamente segnato da conflitti, terrorismo e grandi fenomeni migratori. Senza l'Europa i singoli stati nazionali sarebbero condannati ad una crescente irrilevanza nel nuovo scenario mondiale. L'Europa può svolgere un ruolo importante nel mondo e tornare ad essere fattore di sviluppo e benessere, solo se cambia radicalmente mettendo in soffitta odiose politiche di austerità, sorrette da una miope governance intergovernativa. Serve un'Europa pienamente in sintonia con i principi fondamentali della nostra Costituzione, più democratica, più sociale e meno condizionata dagli egoismi nazionali.
La piena affermazione a tutti i livelli della pari dignità individuale e sociale delle donne è un pilastro del nostro progetto di attuazione integrale della Costituzione repubblicana e del suo cuore pulsante, l'articolo 3.
Va combattuta senza tregua ogni forma di violenza sulle donne.
Vogliamo, in definitiva, ricostruire lo Stato, avvicinare istituzioni e cittadini, restituire i comuni alla pienezza delle proprie funzioni di primo raccordo tra i bisogni delle comunità e i doveri di chi amministra il bene pubblico. Raccogliamo il grido d'allarme dei sindaci italiani che chiedono una svolta nelle politiche verso le città. Dobbiamo garantire sicurezza a tutti senza erigere muri. Occorre ritrovare una politica più responsabile, più progettuale, più sobria nei comportamenti e onesta anche intellettualmente.
Per fare tutto questo e molto altro crediamo si debba aprire una stagione discussione e di partecipazione dal basso, a cui affidare il progetto, il percorso e la scelta delle persone.
Per questo è il momento di costruire un grande spazio pubblico, aperto, trasparente plurale e inclusivo; un luogo che non sia il terreno di contesa tra progetti ambigui e incompatibili tra loro, ma il laboratorio di una proposta davvero innovativa e coraggiosa.
Il cambiamento e l'alternativa rispetto alle politiche degli ultimi anni sono la cifra fondamentale di questo progetto, il cui obiettivo è dare sostanza ai valori di eguaglianza, inclusione, giustizia sociale.
Con questo spirito ci impegniamo a costruire una lista comune alle prossime elezioni politiche: una lista che appartenga a tutte e tutti quelli che vorranno partecipare, insieme e nessuno escluso, e che si riconoscano nelle proposte e valori del nostro programma.

fonte email possibile

RENZI: LA PAGLIUZZA E LA TRAVE

Matteo Renzi nella sua e-news ha raccolto le dieci domande più frequenti di queste ore che gli sono arrivate via email e ha pubblicato le risposte.
ne commento due.
3.MA E' VERO CHE IN SICILIA HANNO VINTO I 5S?
Ovviamente no. I Cinque Stelle hanno perso in Sicilia. Ma tutti i commenti che leggete sui giornali e vedete in tv sono commenti già preparati da tempo che non fanno i conti con i numeri reali. Cerchiamo di capirci:
M5S aveva preso alle Politiche del 2013 in Sicilia il 33% e a livello nazionale il 25%. La Sicilia era stata dunque la loro Toscana, il loro bacino di voti più forte. Erano andati meglio che altrove. Oggi hanno preso il 26% in Sicilia, dopo che tutti i sondaggi li davano ampiamente sopra il 30% (sono sempre sovrastimati nei sondaggi, fateci caso). Il voto alla lista, al simbolo passa dal 33 al 26%: dunque hanno perso sette punti percentuali su base regionale, chissà a quanto sono davvero su base nazionale.
Se a questo si aggiunge che Di Maio e Di Battista hanno passato quattro mesi in Sicilia, Grillo ha detto che era l'ultima spiaggia, hanno speso centinaia di migliaia di euro in questa campagna ci rendiamo conto che i Cinque Stelle hanno perso. Eppure in TV raccontano di aver vinto e nessuno che gli faccia una domanda su questo. Ecco perché scappano dal confronto. Perché che hanno perso loro lo sanno benissimo. E sanno benissimo che per loro inizia un periodo molto duro, a cominciare dalla vicenda Torino, che non riguarda solo la scriteriata gestione della piazza di quella maledetta serata, ma va oltre, molto oltre.
COME AL SOLITO, DA BUON EX DEMOCRISTIANO, GUARDA LA PAGLIUZZA CHE E' NELL' OCCHIO DEGLI ALTRI E NON SI ACCORGE DELLA TRAVE CHE E' NEL SUO.

4. NON DIRAI MICA CHE HA VINTO IL PD?
Mica sono pazzo, ovviamente no. Il PD ha perso pur avendo mantenuto gli stessi voti delle Regionali del 2012 (che avevamo vinto grazie alle divisioni della destra e al 10% dell'UDC, ripeto 10% UDC). Gli stessi. E rispetto alle politiche la coalizione di Bersani nel 2013 prese 21,4%, quella di Micari il 25,2%. Dunque noi, pur avendo perso, siamo cresciuti rispetto al 2013.
IN PRATICA HA PERSO MA HA VINTO.
NON SA, O FINGE DI NON SAPERE CHE DELLE GARE SI RICORDA SOLO IL NOME DEL VINCITORE.
L' IMPORTANTE IN POLITICA, SOPRATTUTTO NELLE ELEZIONI, L' IMPORTANTE E' VINCERE, ARRIVARE PRIMI, NON PARTECIPARE.
CREDO CHE A RENZI SI ATTAGLI BENE QUANTO DISSE THEODORE ROOSVELT : ''È duro fallire, ma è ancora peggio non aver cercato di avere successo''.
IN SICILIA, MI DISPIACE PER IL PD, NON HA CERCATO DI AVERE SUCCESSO. RENZI, VISTI I DISASTROSI SONDAGGI, HA PREFERITO DEFILARSI DALLA CAMPAGNA ELETTORALE, SOLO UNA SVELTINA, E POI E' VOLATO NEGLI USA PER PARTECIPARE AI LAVORI DELLA FONDAZIONE OBAMA. GIA'. MA LI' NON SI VOTAVA.
le vignette sono di Altan da internet

martedì 7 novembre 2017

EGO ADDICT, LA DIPENDENZA DI RENZI

Il Pd e il suo leader Matteo Renzi, hanno vinto una sola volta, nelle famose europee del 2014, e poi hanno perso tutte le sfide elettorali, dalle amministrative di Roma, a quelle dell’estate scorsa, e il referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre 2016.
Quando Renzi ha vinto, tre sono stati i punti programmatici che hanno convinto gli elettori a votare il Pd: “mai al governo con la destra“, “mai al governo senza essere eletto” e “rottamazione”.
Tutti argomenti poi traditi dai fatti.
Chi difende Renzi lo fa con una argomentazione risibile: ''Lo sapevamo già che saremo arrivati terzi. Tutti i sondaggi avevano già previsto questa situazione''. In pratica cosa dicono i sostenitori del leader: abbiamo perso sapendo di perdere; abbiamo vinto perché non ci siamo fatti superare da Mdp, che nei sondaggi ci sopravvanzava. De gustibus...
Non una critica. Anzi: la premiership sono io e voi non siete un caz...volo.
Neanche un pensierino sulle alleanze con Alfano (estinto, non prende voti neppure nella sua Sicilia), con Verdini, la sua Ala protettrice in Parlamento. Rincorre, il Matteo, il partito della nazione, che gli elettori del centro sinistra hanno mostrato di non volere. Ha fatto approvare, sempre il Matteo, imponendo la fiducia per ben due volte, il Rosatellum, una legge elettorale che consentirà alla destra, all' alleanza dell' arancino, Bderlusconi, Meloni e Salvini, di fare l' en plein nelle regioni del nord e in Sicilia.
Una volta Renzi disse: ''Io mi sento come Al Pacino in 'Ogni maledetta domenica'''; gli elettori del Pd, quelli dello zoccolo duro, oggi si sentono come Villaggio in ''Fantozzi subisce ancora'', non sono contenti, e pensano di andare via, stanchi degli errori e del vuoto.
Se gli amici di partito, il giglio magico, vogliono veramente bene a Renzi, al Pd e al Paese, prima che sia troppo tardi, lo facciano curare: è dipendente di ego addict. E' ossessionato dall' avere costante attenzione e approvazione e infatti ha litigato con tutti quelli che non esprimevano un ''like'' al suo dire e al suo fare, costringendoli ad andare via.

venerdì 3 novembre 2017

Intercettazioni e dintorni: la coglionizzazione dell' immaginario

Intercettazioni, processi più lunghi e meno lotta ai corrotti. Ok al decreto in nome della privacy (di pochi)

Intercettazioni, via libera del Governo alla riforma. Gentiloni: "Non limitiamo l'uso, ma l'abuso"

Il ministro della Giustizia Orlando: "Stop a quelle irrilevanti"


Arriva il bavaglio alla stampa targato Pd-Alfano-Verdini-Berlusconi.

UN' INTERCETTAZIONE SU CONSIP INGUAIA ANCORA PAPA' RENZI



Berlusconi, Salvini e Meloni siglano il patto dell'arancino: "Al lavoro per vincere le politiche" 

Berlusconi, Salvini 
e Meloni siglano il patto dell'arancino: "Al lavoro per vincere le politiche"

I tre a cena insieme.



Rosatellum - Fascistellum : ancora una volta all' elettore viene scippato il diritto di scegliere i parlamentari. 

Compravendita di senatori, i giudici: “Berlusconi corruttore”
REUTERS
Le motivazioni della sentenza della Corte di Appello di Napoli che ha dichiarato la prescrizione del reato

Berlusconi, il pregiudicato per evasione fiscale, destituito dalla carica di senatore, di nuovo indagato per strage, interdetto senza diritti civili, a Palermo tuona contro la corruzione, il mercato delle vacche dei parlamentari,  circondato da impresentabili.

ELEZIONI SICILIANE: il laboratorio politico per le larghe intese, anche con riferimento in campo nazionale.

IL 7 NOVEMBRE SFIDA TELEVISIVA TRA RENZI E DI MAIO.

La classe politica promette di tagliarsi di privilegi poi si scopre che Pd e FI vogliono che i politici possano godere della pensione a 63 anni, mentre i comuni mortali dovranno aspettare di avere 67 anni.

BANCHE LA CONSOB ACCUSA BANKITALIA: NON CI INFORMAVA
BANKITALIA: QUANDO GLI ISPETTORI HANNO SCOPERTO IRREGOLARITA' LE ABBIAMO SEGNALATE ALLA MAGISTRATURA.
BLOOMBERG: PALAZZO KOCH CONOSCEVA IL BUCO DI MPS FIN DAL 2010.

SPAGNA: in galera per sedizione i ministri del governo catalano. Puigdemont: governo legittimo in prigione per le sue idee.







Cortronico astratto tridimensionale in formato stereo (anaglyph red cyan) di Tonino Casula, con la musica di Roberto Zanata

fonti giornalistiche : Huffington post, il Fatto Quotidiano, La Stampa, il Corriere della Sera

mercoledì 1 novembre 2017

ELEZIONI IN VISTA?

Matteo Renzi: ''Abbiamo rilanciato l'idea di estendere il provvedimento degli 80€ mensili anche alle famiglie con figli, per ogni figlio sotto i 18 anni.
Abbiamo accolto molte sollecitazioni, specie della sinistra interna, sulla introduzione del salario minimo''.
Avete notato non usa più io, ma noi? Calma, calma, non è indice di democrazia ma solo di pluralis maiestatis 
Bonus a tutti, così indiscriminatamente, alle famiglie povere e a quelle ricche, basta che ci sia un diciottenne, e il salario minimo, mi ''puzzano''. 
Non è che tra breve si andrà a votare?

martedì 31 ottobre 2017

GENIALATA: SERVIZIO CIVILE A GRATIS PER I GIOVANI DISOCCUPATI

Matteo Renzi: ''La conferenza programmatica ha rilanciato l'idea del servizio civile universale di almeno un mese per i maggiorenni. Per questo Paese e per i suoi giovani forse è utile parlare di una nuova "stagione dei doveri", non solo dei diritti''.
Naturalmente tutto a gratis.
Gli ultimi dati Istat registrano che il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è del 35,1%. Praticamente significa che più di tre su dieci non lavorano.
Bisognerebbe dare una risposta concreta, non a parole, a questi giovani.
Renzi non ricorda o non vuole ricordare che l' art. 4 della Costituzione dice che i cittadini hanno diritto al lavoro (''La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto'':  inteso nel senso che lo Stato si deve impegnare a intervenire nel sistema economico per creare possibilità di lavoro per i cittadini; interventi di questo tipo sono perciò un obbligo per il nostro Stato, che si caratterizza dunque come Stato sociale.
E' vero che c' è stato un leggero calo (-0,2%), sbandierato da Renzi come un gran successo, ma se incrociamo diversi dati ufficiali, di fonte Istat, Miur, Inps e ministero del Lavoro, sui giovani tra i 15 e i 24 anni: le assunzioni – in prevalenza con contratti temporanei – si concentrano nei mesi estivi, a partire da giugno. Le cessazioni si concentrano nell’autunno, a partire da settembre.
L' idea del servizio civile mi sembra un escamotage per tenere occupati i giovani in autunno e inverno, nella speranza che ci sia una primavera.
Attenti ragazzi al linguaggio del corpo: promette, minaccia e ve lo fa.


lunedì 30 ottobre 2017

LO SGUARDO STRABICO DI RENZI

Sì ad alleanze a sinistra, ma anche al centro.
Renzi  sul palco di Pietrarsa, dove si è svolta la conferenza programmatica del Partito Democratico, dopo avere "abbracciato" e fatta pace con Paolo Gentiloni  sembra accogliere il consiglio di  Paolo Gentiloni, Marco Minniti, Dario Francescghini e altri ad allargare lo sguardo a sinistra.

 Nessun veto,  né al centro né a sinistra. Tradotto: né ad Alfano né a Mdp. Tutti avvertiti. Ma resta da capire se il tentativo verso sinistra sia autentico: “Noi non rinunciamo alle nostre idee” insiste. Di sicuro è il via alla campagna elettorale. Attacca M5s, Lega, Forza Italia.
Ad ogni modo, l'apertura sulle alleanze è questa: "Non metto veti nei confronti di nessuno, vi chiedo di superare gli insulti ricevuti. Per le prossime elezioni sono più importanti i voti dei veti. Ma questo schema richiede capacità di essere aperti al centro: no ai veti nemmeno verso il centro". E' il tipo di alleanza che gli preme di più. E' l'avvertimento alla sinistra, nello specifico a Giuliano Pisapia che ha sempre detto no ad un'alleanza con il Pd se dovesse includere Alfano. 
L'obiettivo di Renzi è, forse , lanciare l'alleanza di centrosinistra, ma innanzitutto col centro.
da Huffington post